LA CALATA DEI VELI

LA CALATA DEI VELI

Nell´ambito del "XXi Cammino Nazinale delle Confraternite delle Diocesi d´Italia", che si svolgerà a Monreale (PA) dal 15 al 17 Giugno 2012, il Coro Cum Iubilo, venerdì 15 giugno 2012, alle ore 21,30, eseguirà in prima esecuzione, la "Calata dei Veli" presso il Santuario SS. Crocifisso.

(Gaslleria Fotografica:  http://www.crocifissomonreale.it/italia/calata_dei_veli.htm)

La "Calata dei Veli", suggestivo rito che si svolgerà nel Santuario del SS.
Crocifisso alla Collegiata il 15 giugno.

L´origine di questa celebrazione trae origine da una tradizione iniziata nel
XVI secolo dall´Arcivescovo Venero, che voleva il simulacro del SS. Crocifisso
sempre celato da cinque veli di seta recanti alcune raffigurazioni da lui
ideate. L´ultimo era un velo nero con la scritta "Expiravit".

L´arcivescovo per salvaguardare la devozione al Crocifisso aveva disposto che
la sua immagine fosse coperta tutti i giorni dell´anno, pena la scomunica, ad
eccezione dei primi venerdì del mese, i venerdì di Quaresima, il venerdì
Santo, il 25 aprile, anniversario della dedicazione della cattedrale, e in
occasione della visita di personaggi illustri.

Con il passare del tempo tale prescrizione perse rigidità e, negli ultimi
anni, il simulacro rimane sempre esposto alla pubblica devozione. Soltanto
durante i venerdì di Quaresima viene celato alla vista per essere scoperto
durante la "Calata".

Monsignor Venero aveva codificato il "De modo discooperiendi Sanctum Christum"
e il "De modo cooperiendi Sanctissimum Crucifixum". Quest´anno, nel periodo di
Quaresima, e´ stato mantenuto soltanto il primo, così come è accaduto negli
ultimi anni. L´antica modalità, invece, sarà riproposta il prossimo 15 giugno,
in occasione del XXI Raduno delle Confraternite d´Italia.

Il testo che accompagnava il "De modo" fu musicato dal maestro di cappella
della cattedrale, lo spagnolo Sebastiano La Vega, fra il 1625 e 1628.
Il prossimo 15 giugno il rito sara´ riproposto col testo originale e con la
musica di La Vega.

Il rituale della Calata dei veli era stato minuziosamente fissato dal Venero:
"...tutti i 24 custodi staranno prostrati in ginocchio nella cappella del
Crocifisso, due cantori intoneranno parole della sacra scrittura appropriate
alla scena raffigurata, avvalendo della musica composta dallo spagnolo
Sebastiano De Vega, maestro di cappella del Duomo..." in una emozionante
meditazione che strappava lacrime al popolo che assisteva dietro
la balaustra della Cappella. Qui nessuno poteva entrare mentre il Crocifisso
era svelato, ma solo due canonici custodi dovevano sostarvi ininterrottamente
in preghiera, fino a che il Crocifisso non veniva ricoperto seguendo
all´inverso lo stesso rituale.

"Studiando il "De modo discooperiendi Sanctum Christum" e il "De modo
cooperiendi Sanctissimum Crucifixum � ha spiegato Il rettore del Santuario,
don Giuseppe Salamone � ci siamo accorti che coincidono quasi del tutto con il
Cantico della Passione di suor Caterina De Ricci, una mistica domenicana cui
il Cantico fu suggerita dalla Vergine. La Madonna invitò la religiosa a
divulgarlo perchè a suo Figlio è gradita la meditazione sulla Passione. Non è
chiaro come l´opera sia giunta a conoscenza del Venero, forse attraverso il
fratello domenicano. è nostro dovere - ha aggiunto il rettore - custodire la
tradizione per trasmetterla alle generazioni future e il rito della "Calata
dei veli" è l´unico in Sicilia che si ripete in modo ininterrotto dal 1626.
Giuseppe Schirò lo definì una meditazione audiovisiva sulla Passione".

Sul numero dei veli con cui veniva coperto il simulacro si è creato un piccolo
"giallo" storico. Nel testo del Venero, infatti, si parla di cinque veli con
il sigillo della Passione: nel primo è dipinta la cattura di Gesù nel´Orto;
nel secondo, il Cristo flagellato; nel terzo, l´Ecce Homo; nel quarto, il
Cristo caricato della croce e aiutato dal Cireneo; il quinto + tutto nero con
la scritta al centro: "Expiravit". A noi, però, sono giunti sei veli, oltre al
drappo rosso, documentati già dal Pitrè. L´immagine aggiunta, la prima nella
sequenza della "Calata", riguarda il commiato di Gesù dalla Madre. Un mistero
su cui padre Salamone sta cercando di far luce attraverso i suoi studi.

"L´iconografia del primo velo � ha spiegato il rettore � non appartiene nè
alla tradizione canonica nè a quella apocrifa, ma alla devozione popolare e
alla trattatistica medievale. In particolar modo, si rifà alla Mistica città
di Dio, opera scritta dalla Venerabile suor Maria di Gesù D´Agreda".


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